Snowden dal 1 dicembre al cinema

IL CASO SNOWDEN,
LE TAPPE DI UNO
SCANDALO MONDIALE

Il Datagate

6 GIUGNO 2013, Glenn Greenwald pubblica un’inchiesta sconvolgente sul quotidiano The Guardian: l’NSA (National Security Agency) ha intercettato e raccolto per anni, tabulati telefonici di milioni di cittadini statunitensi, ottenuti senza l’autorizzazione di alcun giudice. Pochi giorni dopo, esce allo scoperto la fonte che ha trafugato queste informazioni: Edward Snowden, l’ex informatico della CIA e in seguito consulente dell’NSA che, una volta entrato in possesso dei file, ha deciso di denunciare questa illecita violazione della privacy da parte dell’intelligence americana. Snowden dichiara di aver cominciato a scaricare di nascosto i documenti top secret dell’NSA dal 12 aprile 2012 e di aver contattato nei mesi successivi i giornalisti Glenn Greenwald e Laura Poitras, per incontrarli segretamente in Cina e diffondere queste informazioni a mezzo stampa.

Uno scandalo mondiale

Nel giro di un mese la portata del datagate si allarga a macchia d’olio. A fine giugno non solo Washington Post e The Guardian rivelano l’esistenza dei programmi Prism e Stellar (con i quali l’NSA avrebbe permesso a numerose aziende di avere accesso diretto ai dati degli utenti di Google, Facebook e Apple e ai metadati delle loro email) ma addirittura si scopre la portata mondiale del caso: emerge il coinvolgimento dell’agenzia di intelligence del governo britannico, l’intercettazione di circa 46 milioni di telefonate in Italia e di altri 60 milioni in Spagna, nonché l’intercettazione di diversi leader mondiali quali Dilma Rousseff e Angela Merkel.

L’asilo politico in Russia

L’NSA difende le sue attività dichiarandole totalmente legali e giustificate dalla sezione 215 del Patriot Act, la legge sulla sicurezza nazionale approvata dall’amministrazione Bush nel 2001 dopo gli attentati dell’11 settembre. L’NSA intraprende un’azione legale contro Edward Snowden che già dopo l’incontro con i giornalisti si è spostato in Russia; viene trattenuto per due mesi presso l’aeroporto di Mosca e solo alla fine di luglio 2013 ottiene l’asilo politico. Tutt’ora vive in una località sconosciuta della Russia ed è seguito da due avvocati: Anatoly Kucherena che lo tutela in Russia e Ben Wizner della ACLU (American Civil Liberties Union) che difende i suoi interessi civili e legali negli Stati Uniti.

La portata del caso

Il Datagate ha intanto scatenato un’ondata riformista: tra la fine del 2013 e il 2014 le grandi aziende tecnologiche statunitensi hanno rafforzato i loro sistemi di crittografia e chiedono al governo statunitense una legge per tutelare la privacy degli utenti. Anche il presidente Barack Obama si dimostra sensibile alla vicenda e annuncia una riforma dell’NSA durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. Il 7 maggio 2015 una corte d’appello degli Stati Uniti stabilisce che le intercettazioni fatte dall’agenzia governativa NSA sono illegali: secondo i giudici il programma non è stato autorizzato in alcun modo dal congresso e la decisione capovolge una sentenza del 2013, secondo la quale il programma dell’agenzia federale rispettava la costituzione. Intanto nel giugno 2015 scade la sezione 215 del Patriot act e il senato statunitense non trova l’accordo per rinnovarla: il programma dell’NSA per raccogliere i dati telefonici grezzi viene sospeso.

Il Freedom act

Il 3 giugno 2015 il senato approva il Freedom act, la riforma voluta da Obama frutto di un compromesso con i repubblicani: il controllo dei tabulati telefonici torna nelle mani del governo statunitense e l’archiviazione spetta alle aziende di telecomunicazioni che possono consultarli solo dopo aver avuto l’autorizzazione di un giudice. Il 29 settembre 2015 Snowden apre un account Twitter con il quale è tutt’ora attivo per intervenite nei dibattiti, per aiutare la gente ad avere maggiore consapevolezza sul tema e per informare sullo sviluppo di software e device per la protezione della privacy online.

Ad oggi Snowden non ha ancora divulgato tutti i dati che ha trafugato dagli archivi top secret dell’NSA e non ha ancora rivelato come abbia portato tutte quelle informazioni fuori dalla struttura di massima sicurezza: nel film di Oliver Stone questo passaggio è stato infatti romanzato con un escamotage del tutto plausibile. A complicare ulteriormente la vicenda, il fatto che Edward non abbia mai confermato né smentito se alcune informazioni segrete sull’NSA siano state divulgate anche da terzi: c’è da aspettarsi un nuovo Edward Snowden?