Snowden dal 1 dicembre al cinema

THRILLER POLITICO ED ETICA DEL WEB:
SNOWDEN COME MR. ROBOT,
BLACK MIRROR E HOUSE OF CARDS.

La tecnologia minaccia o favorisce la democrazia? Domanda complessa che è diventata ancora più scottante e urgente dal giugno 2013, quando Glenn Greenwald ha pubblicato sul Guardian l’inchiesta sul Datagate che sulla base delle informazioni fornite da Edward Snowden rivelava il programma di sorveglianza di massa mondiale utilizzato dall’intelligence americana con la giustificazione di tutelare la “sicurezza nazionale”.

Snowden, il film di Oliver Stone che arriverà nelle sale italiane dal 24 novembre, affronta questa spinosa questione, inserendosi in un lungo elenco di film e serie televisive che si sono interrogate sul rapporto tra potere, etica del web e tecnologia. In particolare alcune serie hanno affrontato tali tematiche da diverse prospettive riscuotendo grande successo di pubblico: Black Mirror, Mr. Robot e House of cards.

In Black Mirror ogni episodio affronta un tipo di sviluppo tecnologico diverso che sembra essere nato con intenti positivi e progressisti ma che, in un futuro distopico non troppo lontano, determina molti più problemi che vantaggi, dimostrando l’enorme potere ricattatorio che ogni progresso tecnologico può comportare. Il protagonista di Mr.Robot è invece un genio dell’informatica animato da un altruismo pseudo-anarchico, che decide di hackerare a “fin di bene” una delle più grandi multinazionali del mondo: vuole infatti annullare tutti i debiti che milioni di persone hanno contratto con la EvilCorp ma per farlo viola la privacy di sconosciuti e soprattutto di persone a lui care, causando tragedie personali e problemi senza possibilità di ritorno. In House of cards è ancora più diretto il rapporto tra potere, politica e spionaggio manipolatorio. Nella quarta serie Will Conway (interpretato da Joel Kinnaman) e Frank Underwood (un bravissimo Kevin Spacey) sono i due candidati - rispettivamente democratico e repubblicano - che concorrono alla casa bianca e si sfidano a colpi d’intercettazioni: entrambi desiderano beneficiare di Pollyhop, una società che monitora le ricerche online degli americani al fine di manipolare i sondaggi d'opinione e assicurarsi il consenso della maggioranza.

Anche Josep Gordon-Levittnon è rimasto indifferente all’argomento tanto che, durante le riprese del film Snowden, ha deciso di avviare un progetto con la sua casa di produzione la HitRecord: una webserie di 5 puntate intitolata Are you there Democracy? It’s me, the Internet nella quale si interroga se la tecnologia al giorno d’oggi favorisca o minacci la democrazia. Questa ricerca ha generato contributi preziosi ma spesso su posizioni opposte: da una parte emerge come la sorveglianza di massa oltre a violare la privacy dei cittadini non si sia dimostrata totalmente efficace; dall’altra ci sono storie che rivelano quanto la tecnologia sia stata talvolta necessaria per anticipare i media o per raccontare storie che non avrebbero trovato spazio sui canali ufficiali dell’informazione: i seggi elettorali pilotati nelle elezioni del 2013 in Pakistan; le vicende legate alla primavera araba in Egitto tra il 2010 il 2011 e, più recentemente, i fatti legati al golpe in Turchia.

Come ha giustamente evidenziato Snowden nel suo intervento per il documentario della HitRecord, la tecnologia è uno strumento grandioso che ha determinato progressi incredibili ma è anche un’arma a doppio taglio: sta a noi decidere come usarla, quali informazioni divulgare e capire se davvero vogliamo farci usare come strumenti di monitoraggio.